L’amore incondizionato dei nostri amici a quattro zampe potrebbe essere la chiave per proteggere la mente degli over 50 dal declino cognitivo e dalla solitudine: queste le basi di una nuova e promettente ricerca scientifica che coinvolge sia cani che gatti.

Uno studio recentemente pubblicato su Jama Network Open ha evidenziato il ruolo importantissimo dei nostri fedeli compagni pelosi sulla salute mentale di soggetti con più di 50 anni e soli in casa. I risultati indicano infatti che la presenza di cani o gatti può mitigare l’impatto della solitudine sulla salute cognitiva delle persone anziane.

Come cani e gatti rallentano il nostro declino cognitivo?

Gli scienziati della School of Public Health e Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina, hanno analizzato i dati di oltre 7.900 individui over 50 scoprendo che la compagnia di un animale domestico, in particolare per coloro che vivono da soli, è associata a tassi più lenti di declino della memoria e della fluidità verbale.

L’analisi dei dati dell’English Longitudinal Study of Ageing ha coinvolto partecipanti con un’età media di 66,3 anni, di cui oltre 4.400 erano donne. I test hanno così rilevano che possedere un cane o un gatto in casa può compensare, almeno in parte, l’associazione tra la vita solitaria e il calo delle funzionalità cognitive legate a memoria, parola o ragionamento, nonché influenzare positivamente l’umore.

Solitudine e anni che passano fanno male alle funzioni cognitive

Sappiamo bene che la popolazione mondiale è sempre più vecchia e che il declino delle funzioni cognitive rappresenta una delle principali sfide della sanità. È dunque essenziale, per sviluppare interventi di salute pubblica mirati, identificare i soggetti più a rischio con un approccio olistico al problema, ovvero tenendo conto anche di fattori extra-medici, come l’ambiente in cui si vive o il grado di socializzazione.

Oltre ad allungarsi l’età media di uomini e donne, aumenta parallelamente il formarsi di famiglie monoparentali (negli Stati Uniti si attestavano su un 29,4% e nel Regno Unito su un 28,5% nel 2021).

Vivere da soli, e per di più superati i 50/60 anni, è considerato un fattore di rischio connesso al declino cognitivo e demenza. Per questo motivo l’amicizia incondizionata di un cane o un gatto, l’impegno mentale derivante dal prendersi cura del pet e i benefici che tutti questi aspetti comportano, offre non solo comfort emotivo – da non sottovalutare –, ma anche protezione contro la naturale decadenza mentale… Insomma gli animali domestici fanno bene all’umore e alla salute mentale!

Non solo. È oramai appurato che interagire con un pet comporta notevoli vantaggi sul controllo della pressione sanguigna e sul metabolismo grazie ad un aumento dell’attività fisica per portare ad esempio fuori il cane.

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