Paolo Bosatra, educatore cinofilo di Ca’ Zampa ci illustra come affrontare al meglio una passeggiata con il nostro cane e come gestire imprevisti e situazioni di pericolo che possono aver luogo all’aperto.

Cinque passi che ogni proprietario di cane deve tener presente quando porta il proprio cane a passeggio

«Tra i primi consigli che mi sento di dare c’è senza dubbio quello di rispettare la legge. Quindi guinzaglio lungo al massimo un metro e mezzo, non lasciarli liberi se non nelle aree preposte (le aree cani). Come abbiamo già detto, secondo il concetto di proprietà responsabile (che la legge prevede), il proprietario del cane è sempre responsabile e ne risponde in prima persona. E poi, ancor prima della legge, serve la buona educazione: i bisogni del proprio cane vanno sempre raccolti e gettati nel cestino.»
«Il secondo punto è avere uno strumento che sia perfetto per il nostro cane. Personalmente consiglio l’uso della pettorina, perché consente al cane quei movimenti della testa che svolgono una funzione di comunicazione importante con i suoi simili. Che sia un collarino od una pettorina l’importante è che non si utilizzano strumenti che possono fare del male al nostro cane, che possano recargli dolore; come ad esempio i collari a strozzo.»

Anche per quanto riguarda i guinzagli ce ne sono diverse tipologie. Qual è quella più indicata?

«In ambito urbano il guinzaglio deve avere una lunghezza massima di un metro e mezzo, e in commercio ne esistono di diversi tipi. Partiamo dal classico guinzaglio lungo circa un metro e venti e con la “maniglia“: è quello più utilizzato e venduto, e per la passeggiata in città va benissimo. C’è poi il guinzaglio da addestramento, che è molto pratico, e che consiglio; ha un doppio moschettone e degli anelli intermedi su cui regolare la lunghezza, per cui è veramente molto molto pratico.
C’è poi il guinzaglio estensibile, il cosiddetto “flexi”, che è un guinzaglio praticissimo per portare a spasso il nostro cane, specie ad esempio quando andiamo al parco. Però attenzione a quando si è sul marciapiede: questo guinzaglio va tenuto bloccato con una lunghezza fissa (sempre di un metro e mezzo, si intende), mai tenerlo in modalità estensibile perché in questo modo non c’è alcuna sicurezza. È come se il cane fosse libero. Se dovessimo andare incontro ad un pericolo improvviso, ad esempio un cancello che fa rumore nel chiudersi oppure la marmitta di una moto, il cane potrebbe spaventarsi e se il guinzaglio non fosse bloccato, potrebbe arrivare in mezzo di strada in una frazione di secondo.»

Se durante la passeggiata il mio cane è a disagio per la presenza di altri pet, cosa fare?

«Faccio un attimo un passo indietro e vi spiego perché sono a favore della pettorina. Perché non agendo sul collo, gli permette di comunicare correttamente sia con noi, che con i suoi simili. I movimenti che lui fa con la testa e con il collo saranno più facilmente interpretabili e mostreranno più chiaramente quale sia il suo stato d’animo rispetto a quando usiamo un collare. I cani comunicano tra di loro e utilizzano una serie di linguaggi il più frequente dei quali, durante questo tipo di incontri è quello dei segnali calmanti. Un cane con la pettorina può tranquillamente comunicare il proprio disagio ad un altro cane girando la testa o abbassandola ad esempio. Lo stesso segnale con un collarino sarebbe più faticoso da captare, per noi e per il cane che incontriamo.

Interpretiamo i segnali e diamo tempo a Fido

Detto questo, se non siamo certi del comportamento che il nostro cane potrebbe avere incontrandone un altro, dobbiamo comportarci in modo preventivo. Creiamo uno po’ spazio tra i due, produciamo noi un segnale calmante come ad esempio fargli fare una curva un po’ ampia (se ne abbiamo la possibilità), oppure spostiamoci con calma sull’altro lato della strada. Se invece ci troviamo su un sentiero o in una strada stretta, possiamo metterci con il corpo tra il nostro e l’altro cane. Questo aiuterà il nostro Fido a sentirsi più a suo agio.»

Come dobbiamo comportarci davanti ad un apparente ostacolo di cui il cane ha paura?

«Le griglie danno sempre molto fastidio ai nostri cani. Rappresentano una possibile limitazione perché per loro è molto scomodo camminarvi sopra e possono farsi male alle zampe; inoltre spesso sotto c’è il vuoto e la percezione di questo può spaventarli. Si tratta di una paura che può essere affrontata e spesso vinta con degli esercizi. In casa possiamo mettere a terra un grigliato finto in plastica, come quelli che si usano nel giardinaggio. Iniziamo con una maglia larga e poi piano piano andiamo ad usarne una più fitta. In questo modo il cane imparerà piano piano a superare questa paura. C’è poi la possibilità, soprattutto per i cani di piccola taglia, di potersi fare male alle zampe, quindi bisogna prestare molta attenzione.»

Anche le scale aperte possono essere una fonte di paura per il cane durante la passeggiata.

«Le scale aperte, quelle che hanno il vuoto tra un gradino e l’latro possono fare paura. Si può aiutare il cane a vincerla facendogliele fare poco alla volta; ad esempio possiamo mettere sul primo gradino qualcosa di goloso e poi proseguire alla stessa maniera con il secondo e così via. Aiutiamolo a capire che non c’è nessun pericolo a passare di lì. Non forziamolo, e vedrete che pian pianino il nostro cane ce la farà.»

Se ci accorgiamo che il nostro cane ha paura di rumori forti, dobbiamo fare?

«Non dobbiamo assecondare la sua paura. Quindi è sbagliato prenderlo in braccio ad esempio quando sente un rumore che lo spaventa, gli daremmo conferma del fatto che è giusto averne paura. Anche costringerlo tirando il guinzaglio è sbagliato. Cerchiamo di calmarlo abbassandoci sulle ginocchia, cerchiamo il suo sguardo, e ovviamente sinceriamoci che il nostro cane non scappi via, non cerchi di divincolarsi dal collare o dalla pettorina. Dobbiamo tutelare la sua incolumità

La corretta conduzione del cane in passeggiata e come comportarsi quando ha paura sono aspetti che si affrontano in un buon corso di educazione?

«Assolutamente si. Ricordiamoci sempre che, alla base di tutto, ancora prima della metà esecuzione dei comandi, c’è la relazione con il nostro amico con la coda. Un cane al guinzaglio spesso tira perché non abbiamo lavorato bene sulla relazione con lui. Se invece, grazie anche al lavoro con l’educatore siamo stati bravi, il cane durante la passeggiata ogni tanto porterà lo sguardo su di noi, aspetto importantissimo per poterlo gestire al meglio.»

A cura dell’educatore cinofilo Paolo Bosatra

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