L’area cani è il luogo preposto, l’unico, in cui in base alla nostra legislazione, in cui possiamo lasciare libero li nostro cane. Se state pensando di portare il vostro cane all’area cani ma siete un po’ intimoriti, ecco alcuni semplici ma preziosi consigli dati da Paolo Bosatra, educatore cinofilo professionista.

«Il primo consiglio che do è quello di individuare l’area cani che sia più adatta a noi. Scegliamola non semplicemente in base alla vicinanza con la nostra casa o il nostro ufficio, ma anche alla sintonia che proviamo con le altre persone che la frequentano. È quindi utile fare dei sopralluoghi in un primo momento da soli senza il nostro amico con la coda, capire nell’orario a cui vorremmo andare quanti cani ci sono e come sono, come sono i proprietari, magari scambiare con loro qualche parola.»

Individuata l’area cani in cui vogliamo andare, possiamo tornare con il nostro cane e farlo entrare subito?

«Ai miei clienti suggerisco sempre di agire per piccoli passi rispetto all’entrare subito nell’area e liberarlo. Una volta individuata l’area, meglio fare un giro nella zona con il nostro amico a quattro zampe. Fermarsi in prossimità della stessa e vedere come reagisce il nostro cane. Sicuramente vedendolo vicino alla rete ci sarà qualche cane curioso che verrà a vedere e questo porta ad una prima interazione tra di loro. Fatta anche questa piccola prudenza in più, arriva il momento di portarlo all’interno e lasciarlo libero.»

Una prima volta che può rendere molto nervosi i proprietari. Ma ci sono piccole accortezze che possono essere molto utili.

«Prima di tutto dobbiamo capire se il suo ingresso è bene accolto dagli altri cani, magari anche con la collaborazione da parte degli altri proprietari. Che cosa voglio dire con questo? Che quando arriva un nuovo cane, i proprietari presenti dovrebbero richiamare i loro così da far si che l’ingresso del nuovo membro avvenga in tranquillità. Se restano tutti liberi nell’area cani, potrebbero correre tutti insieme al cancello di ingresso e cercare di interagire con lui in maniera troppo precipitosa. Questo potrebbe farlo spaventare e, se ‘timido’, potrebbe cercare di scappare, o magari reagire male perché si sente ‘aggredito’.
Devo sottolineare che purtroppo spesso l’accortezza di richiamare i cani e consentire un ingresso tranquillo non viene usata dagli altri proprietari. Cosa possiamo fare in questo caso? Aspettare che gli altri cani si disinteressano del nostro e siano un po’ lontani, potrebbe essere un’idea.
Ricordate poi che il nostro stato d’animo è fondamentale, perché il nostro amico con la coda percepisce il disagio o la nostra paura e questo lo porterà a stare in tensione e in allerta. Una volta entrati, nonostante sia libero, potrebbe avere un atteggiamento di continuo controllo nei miei confronti e nei confronti della situazione. Al contrario se siamo tranquilli e rilassati, tenderà ad esserlo anche lui.»

La vostra paura non dovrebbe privare fido della possibilità di sgambare liberamente, per cui rivolgersi ad un educatore cinofilo è un ottimo consiglio. Attraverso incontri mirati, l’educatore riuscirà a far si che l’esperienza all’area cani possa essere vissuta con serenità e tranquillità.

Ma come possiamo valutare l’area cani, quali sono i criteri da seguire?

«Le aree cani migliori sono quelle hanno spazi divisi in base alle diverse taglie dei cani: uno spazio per quelli di piccola e media taglia, uno per quelli di taglia grande. Questo anche perché un cane di taglia piccola potrebbe trovarsi ad essere travolto da magari dal gioco di due cani di taglia grande.»

Tutte le razze sono adatte a condividere spazi con altri cani?

«Per quanto riguarda le razze è sempre un discorso molto delicato. Per indole ci sono pet che magari non si sposano molto bene con l’area cani vuoi perché hanno un istinto predatorio elevato, vuoi perché hanno una bocca molto importante che può fare molto male… sono aspetti da non mettere in secondo piano.
Il Border Collie ad esempio, è un cane da pastore. La sua indole il suo istinto in una situazione di gruppo può portarlo a comportarsi come se si trovasse davanti ad un gregge di pecore. Il suo gioco quindi potrebbe essere quello di correre sì con gli altri cani, ma di cercare di compattarli e guidarli. La stessa riflessione va fatta anche su altri cani, come i Pitbull. È una razza che è stata sviluppata per fare i combattimenti; per cui se il gioco del border collie è diciamo da pastore, il Pitbull potrebbe avere una modalità di gioco più improntato sulla lotta, perché è l’istinto dato dalla sua selezione che lo porta a fare questo. Ma prima di tutto dobbiamo dire che soltanto il proprietario conosce il proprio cane a fondo, per cui è principalmente al proprio senso di responsabilità che ci si deve appellare»

Una rissa nell’area cani può nascere per futili motivi e in una frazione di secondo. Come dobbiamo comportarci?

«Spesso non è possibile prevederle, ma nella maggior parte dei casi se conosciamo il modo di comunicare dei cani, se conosciamo il nostro cane, osservandone le movenzeve le posture, possiamo cogliere i segnali che il nostro amico ci manda e capire che la tensione sta salendo. Questo ci permette di intervenire tempestivamente perché appena ci si accorge che certe dinamiche iniziano a cambiare, è possibile, ad esempio, richiamare il cane facendolo così allontanare dalla situazione potenzialmente rischiosa, arrivando anche a portarlo fuori.

Anche nel caso delle tensioni tra cani serve la collaborazione degli altri proprietari. È importante ricordarsi che una volta entrati nell’area, non dobbiamo disinteressarci del nostro cane. Dobbiamo essere vigili, essere pronti a capire se una situazione sta per evolvere in un contesto più pericoloso. Se io sono attento e so leggere il comportamento del mio cane (e questo un buon corso base di educazione cinofila lo insegna e quindi può essere un aiuto prezioso), posso gestire situazioni potenzialmente pericolose. Cercate di vivere l’area cani come un momento di aggregazione, di gioco con il vostro cane. Non disinteressatevi completamente di quello che fa. Se tutti i proprietari stanno attenti, sicuramente una situazione di tensione può essere gestita più facilmente.»

E nel caso esploda improvvisamente e il mio cane non risponda al richiamo, cosa dobbiamo fare?

«Assolutamente non dobbiamo cercare di separarli a mani nude. È un gesto che può venire spontaneo per cercare di mettere in sicurezza il nostro cane, ma estremamente pericoloso per la nostra incolumità. In caso di rissa se vogliamo cercare di separare i cani, dobbiamo utilizzare qualsiasi cosa che li distragga per pochissimi secondi. Come ad esempio buttare qualcosa in mezzo, dell’acqua, il nostro giaccone, o una frasca che magari è a terra. Questo li distrarrà quel secondo utile per staccarli; ovviamente è più che mai necessaria la collaborazione anche dell’altro proprietario. Perché se intervengo solo io sul mio cane, e magari ad attaccare è stato l’altro cane, sarà difficile sedare la rissa perché l’altro potrebbe continuare l’attacco.»

È quindi fondamentale che ci sia un ottimo rapporto con il proprio cane.

«Esatto. Ecco perché entrare nell’area cani e disinteressarsi poi a quello che il nostro cane fa non va bene. Vigilare sempre è importantissimo proprio perché se siamo in due a sedare una rissa abbiamo molte più possibilità di successo che non una persona da sola; così non soltanto rischia il mio cane, ma rischioo anche la persona e l’altro cane. Un consiglio che do sempre, è quello di stare in movimento. Stare fermi facendo magari capannello con le altre persone può non solo non farci avere l’attenzione sui possibili segnali di pericolo, ma può indurre i cani a riversarsi spesso dai padroni creando possibili situazioni di tensione. Stare in movimento consente al cane di fare altrettanto ma soprattutto sarà sempre attento a me; questo vuol dire che se avessi la necessità di richiamarlo, il mio cane avrà una risposta più immediata perché non restando il proprietario sempre nello stesso punto, il nostro amico a quattro zampe non sarà mai completamente disinteressato a noi.»

Per quanto riguarda i giochi: possiamo portare la pallina?

«All’ingresso ogni area cani ha esposto un regolamento. I giochi sono sempre vietati a meno che l’area non sia completamente vuota. In presenza di altri cani giochi, cibo e coccole sono vietate perché sono tutte risorse che possono scatenare dinamiche di gelosia e rissa. Non portate con voi biscotti da elargire non solo al vostro cane ma anche agli altri; perché se il mio cane vede me, che sono il suo riferimento, distribuire biscotti anche agli altri potrebbe diventare geloso e innescare un comportamento di attacco. Lo stesso vale per il gioco. La pallina in area cani non va usata a meno che non sia da solo con il mio cane. Se sto giocando con la pallina e vedo che sta per entrare un altro cane, devo metterla via subito. Perché se il cane che sta entrando, o il mio, hanno un atteggiamento compulsivo sulle palline, questo può portare ad una rissa. Lo stesso vale con le coccole. Non dico quelle fatte al proprio cane, ma quelle magari fatte ad un altro. Si tratta di piccole prudenze e attenzioni che possono fare la differenza.»

Altri accorgimenti utili

Se il nostro cane è una femmina, meglio evitare l’area cani durante il periodo in cui è in calore; state alla larga anche da un’area cani troppo affollata se abbiamo un cane troppo anziano che magari inizia ad avere deficit di udito o vista; o cuccioli al di sotto dei quattro mesi. Da evitare poi durante l’estate le ore più calde e ricordarsi di raccogliere sempre i loro bisogni.
Ogni Comune ha le sue regole, e di conseguenza quelle riguardanti le aree cani posso differire da città a città. Ma se avete dubbi, ricordate che all’ingresso di queste aree è sempre esposto il cartello con il relativo regolamento.

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