Se il cane ha mangiato un fungo trovato in giardino, nel bosco o durante una passeggiata, bisogna contattare subito il veterinario o il pronto soccorso veterinario, anche se l’animale sembra stare bene. Alcuni funghi provocano soltanto disturbi gastrointestinali, mentre altri possono causare danni neurologici, epatici o renali potenzialmente letali. I sintomi dell’intossicazione da funghi nel cane possono comparire in pochi minuti oppure dopo diverse ore: per questo non è prudente aspettare che compaiano vomito, tremori o debolezza prima di chiedere aiuto.
Indice
- Perché i funghi possono essere pericolosi per il cane
- Sintomi di intossicazione da funghi nel cane
- Il cane ha mangiato un fungo: cosa fare subito
- Cosa non fare a casa
- Come viene trattato l’avvelenamento da funghi
- Come prevenire il rischio
Perché i funghi possono essere pericolosi per il cane
Non tutti i funghi sono velenosi, ma distinguere con certezza una specie tossica da una innocua è difficile anche per chi ha esperienza. Inoltre, la gravità dell’avvelenamento dipende dal tipo di fungo, dalla quantità ingerita, dal peso del cane e dalle tossine presenti.
Le intossicazioni più lievi interessano soprattutto stomaco e intestino. Le forme più serie possono invece colpire il sistema nervoso, il fegato o i reni. In alcuni casi i primi disturbi sembrano risolversi, ma dopo una temporanea fase di miglioramento può svilupparsi una grave insufficienza epatica. Per questa ragione, ogni ingestione di un fungo spontaneo non identificato deve essere considerata una possibile emergenza veterinaria.
Sintomi di intossicazione da funghi nel cane
I sintomi possono variare molto e non permettono, da soli, di capire quale fungo sia stato ingerito. I segnali ai quali prestare attenzione comprendono:
- vomito, diarrea e dolore addominale;
- salivazione abbondante;
- debolezza, sonnolenza o abbattimento;
- agitazione, disorientamento o comportamento insolito;
- difficoltà a camminare e perdita di coordinazione;
- tremori, convulsioni o aumento della temperatura corporea;
- alterazioni della sete e della minzione;
- colorazione giallastra delle gengive, degli occhi o della pelle, possibile segno di sofferenza epatica.
La comparsa dei sintomi può essere rapida, ma alcune tossine hanno un periodo di latenza superiore alle sei ore. Un cane che inizialmente non manifesta disturbi, quindi, non può essere considerato fuori pericolo. Le intossicazioni che provocano sintomi tardivi possono essere proprio quelle associate alle conseguenze più gravi.
Il cane ha mangiato un fungo: cosa fare subito
La prima cosa da fare è allontanare il cane dall’area, impedendogli di ingerire altri funghi, e chiamare immediatamente il veterinario. È utile comunicare l’orario presunto dell’ingestione, la quantità mangiata, il peso del cane e gli eventuali sintomi già presenti.
Quando è possibile, senza perdere tempo:
- fotografare il fungo nel luogo in cui cresce, includendo cappello, gambo e terreno circostante;
- raccogliere un campione integro e conservarlo separatamente, preferibilmente in un sacchetto di carta;
- portare con sé eventuali residui presenti nella bocca o nel vomito;
- annotare il luogo in cui è avvenuta l’ingestione.
Queste informazioni possono aiutare il veterinario e, quando necessario, un esperto micologo a orientare l’identificazione. Non bisogna però ritardare la partenza verso la clinica per cercare di riconoscere il fungo attraverso fotografie o ricerche online: l’identificazione delle specie può essere molto complessa e deve essere affidata a un esperto.
Cosa non fare a casa
Non bisogna provocare il vomito senza una precisa indicazione veterinaria. In presenza di sonnolenza, tremori, convulsioni o difficoltà a deglutire, infatti, il materiale potrebbe essere inalato nelle vie respiratorie.
È inoltre sconsigliato somministrare latte, olio, sale, carbone attivo, farmaci o altri rimedi casalinghi. Oltre a non neutralizzare necessariamente la tossina, questi tentativi possono peggiorare la situazione o rendere più difficile il trattamento. Anche quando il cane ha già vomitato o sembra essersi ripreso, è importante seguire le indicazioni del veterinario: il miglioramento apparente non esclude un danno agli organi interni.
Come viene trattato l’avvelenamento da funghi
Non esiste un unico antidoto valido per tutte le intossicazioni da funghi. Se l’ingestione è recente e le condizioni del cane lo consentono, il veterinario può valutare specifiche procedure di decontaminazione.
In base ai sintomi e al tipo di tossina sospettata, possono essere necessari fluidi per via endovenosa, farmaci contro vomito, tremori o convulsioni, controllo della temperatura e monitoraggio di fegato, reni, glicemia e coagulazione. Nei casi più seri può essere necessario il ricovero. La rapidità dell’intervento è determinante per limitare l’assorbimento delle tossine e ridurre il rischio di complicazioni.
Come prevenire il rischio
Durante le passeggiate, soprattutto dopo periodi umidi e piovosi, è bene controllare le zone erbose e impedire al cane di raccogliere ciò che trova a terra. In giardino, i funghi andrebbero rimossi appena compaiono e smaltiti in un luogo non accessibile agli animali.
Se il cane tende a ingerire frequentemente cibo o oggetti durante le uscite, può essere utile lavorare sul comando “lascia” e valutare con un professionista l’utilizzo di una museruola a cestello, che gli permetta di respirare e bere correttamente. In caso di sospetta ingestione, però, la regola resta una: non aspettare i sintomi e rivolgersi subito al veterinario.
Domande frequenti
È importante contattare immediatamente il veterinario o il pronto soccorso veterinario, anche se il cane non presenta ancora sintomi. Alcune tossine possono provocare disturbi soltanto dopo diverse ore. Non bisogna aspettare che l’animale inizi a stare male.
I sintomi più comuni comprendono vomito, diarrea, salivazione eccessiva, dolore addominale, debolezza e difficoltà a camminare. Nei casi più gravi possono comparire tremori, convulsioni, disorientamento e alterazioni della funzionalità epatica o renale.
I sintomi possono manifestarsi dopo pochi minuti oppure a distanza di diverse ore dall’ingestione. La loro assenza immediata non significa che il fungo fosse innocuo: alcune delle intossicazioni più pericolose hanno un periodo di latenza prolungato.
Non bisogna provocare il vomito senza aver ricevuto indicazioni precise dal veterinario. Questa procedura può essere rischiosa, soprattutto se il cane è debole, disorientato, presenta tremori o ha difficoltà a deglutire.
Sì. Quando è possibile, è utile fotografare il fungo nel punto in cui cresce e raccoglierne un campione integro, utilizzando preferibilmente un sacchetto di carta. Queste informazioni possono facilitare l’identificazione, ma non devono ritardare il trasporto del cane in clinica.
Sì. La gravità dell’intossicazione dipende dalla specie del fungo, dalla tossina presente, dalla quantità ingerita e dal peso del cane. Anche una piccola quantità può essere pericolosa, soprattutto nei cani di taglia ridotta.