La Clinica Veterinaria di Orvieto si conferma un punto di riferimento nella diagnosi e gestione delle patologie riproduttive del cane, grazie a strumenti avanzati e a un team altamente specializzato.
Ne è stata data prova in un recente caso di criptorchidismo – la mancata discesa di uno o entrambi i testicoli nello scroto – di un bulldog inglese maschio di 10 anni arrivato in clinica in condizioni critiche: difficoltà crescenti nella deambulazione, cistiti ricorrenti, alopecia su addome e genitali e chiari segni di “sindrome femminilizzante”, tipici di alcune neoplasie testicolari ormono-secernenti. Il caso è stato pubblicato sull’ultimo numero di Veterinaria, rivista ufficiale SCIVAC.

Grazie a un approccio diagnostico completo – visita clinica, profilo ematobiochimico, ecografia addominale e tomografia computerizzata – il team della clinica, , ha individuato una massa addominale di circa 20 cm, compatibile con il testicolo sinistro ritenuto e ormai evoluto in un tumore. Anche il testicolo destro risultava ritenuto, posizionato in sede inguinale e aumentato di volume.
Tra i tumori testicolari che colpiscono più spesso i cani anziani, quelli delle cellule di Sertoli sono particolarmente comuni nei soggetti criptorchidi. Molti di questi tumori producono estrogeni, responsabili della sindrome femminilizzante, che può causare perdita simmetrica del pelo, ingrossamento delle mammelle, alterazioni genitali e, nei casi più gravi, danni al midollo osseo.

Il bulldog è stato sottoposto a un intervento chirurgico in due tempi:
• Laparotomia ventrale per rimuovere la massa addominale, non aderente agli organi ma ormai di dimensioni considerevoli.
• Seconda incisione in sede inguinale per l’asportazione del secondo testicolo ritenuto.
La procedura è stata condotta in sicurezza grazie alle tecniche avanzate e all’esperienza del team chirurgico guidato dai Dottori Manuela Arnone e Leonardo Cerasari
A 30 giorni dall’intervento, il cane ha mostrato un recupero sorprendente:
• ha ripreso a camminare in modo normale,
• i valori ematici si stanno stabilizzando,
• i segni della sindrome femminilizzante sono in regressione.
Questo caso dimostra come una diagnosi tempestiva e un trattamento chirurgico eseguito da professionisti qualificati possano garantire una prognosi eccellente anche in situazioni complesse.