Oggi in compagnia di Paolo Bosatra, esperto educatore cinofilo, cercheremo di capire quali sono i primi passi da fare quando si sta pensando di prendere un cane.

Che cosa vuol dire e che cosa comporta prendere un cane? 

Quando si sta pensando di prendere un cane, qual è il primo consiglio che può essere dato appunto a chi non ha mai avuto magari a che fare con cani.

«Il primo consiglio che io do sempre è: ‘siete tutti d’accordo all’interno della famiglia?’ Evitiamo le sorprese. Regalare un cagnolino a sorpresa senza conoscere con certezza il pensiero degli altri familiari, è da evitare. Bisogna sempre prima parlarne e essere sempre tutti quanti d’accordo sul fatto che arriverà un nuovo amico con la coda in casa. Se in una famiglia ci sono dei bambini, è importante che siano preparati su cosa vuol dire avere un cane perché anche loro dovranno occuparsene (con mansioni adatte alle varie età ovviamente), ma va tenuto presente che la gestione dello stesso ricadrà soprattutto sui genitori. Se questi decidono di regalare un cucciolo ai figli in età adolescenziale, devono considerare che l’impegno della sua gestione ricadrà anche sulle loro spalle, perché ovviamente l’augurio è che il cane possa vivere a lungo. Si tratta quindi di una gestione condivisa, di cui tutti devono essere consapevoli.

Ecco perché il primo step deve essere quello del parlarne tutti insieme, ed arrivare a prendere una decisione condivisa prima ancora di pensare a quale tipologia di cane accogliere. Nel mio lavoro spesso incontro clienti che mi raccontano che magari un parente oppure il partner gli ha fatto trovare il cane ma che in realtà loro non lo volevano, e magari ammettono di non riuscire ad affezionarsi o addirittura che ne hanno paura. Chiaramente questo non va bene. Quindi prima cerchiamo di essere tutti d’accordo.»

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Tra le valutazioni da fare quando si riflette sul prendere un animale, soprattutto un cane, c’è sicuramente quindi il ’quanto impegno’ richiede. 

«Il secondo passo da fare, è quello di consultare un educatore cinofilo, se possibile facendolo venire a domicilio, così da poter fare una valutazione ambientale. Viene fatta una chiacchierata esaustiva con tutti i membri della famiglia, dove si mettono in chiaro tutti i punti che abbiamo citato prima e tutti i dubbi, ad esempio su quanto tempo possa impegnare avere un cane, quante risorse servono, quali sono i costi. E non mi riferisco soltanto al prezzo di acquisto se si decide di prenderlo da un allevatore, ma soprattutto a quanto incide mantenerlo. Le spese per l’alimentazione, per la tolettatura, per il veterinario… Ecco, tutti questi aspetti noi educatori cinofili siamo in grado di andarli a dipanare spiegandoli alle famiglie.»


Lo stile di vita del futuro proprietario, anzi pet mate come viene definito ora, è importante. Se una persona ha uno stile di vita che lo porta a stare molto fuori casa e magari non lo può portare con se sul posto di lavoro, avere un cane è un opzione che può essere presa in considerazione?

«Proprio per questo prima dicevo che sarebbe preferibile che l’educatore cinofilo possa andare a domicilio è meglio; perché oltre a vedere l’ambiente in cui vivi e darti un’indicazione su che taglia, che razza e che specifiche deve avere il cane che meglio si adatterebbe al tuo ambiente, ti fa anche molte domande sul tuo stile di vita. 

Quante ore stai fuori casa? Quanto lavori? Ci sono ragazzi in famiglia in età scolare e che quindi tornano a casa a metà giornata? Ecco, tutte queste cose vengono chieste durante il primo incontro. 

Facciamo un esempio; prendiamo una famiglia in cui i genitori lavorano tutto il giorno e quindi stanno fuori di casa dalle sette e mezzo del mattino alle sei e mezzo di sera. Le ore sono veramente tante per lasciare un cane da solo in casa.

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Considera le esigenze familiari prima di prendere un cane

Se ci sono i figli che vanno alle medie o alle superiori e che tornano a casa all’ora di pranzo, possono occuparsene loro, dandogli la pappa e portandolo a fare una passeggiata. Quindi un’assenza di 5 ore può essere gestita. Se invece non abbiamo nessuno, allora dobbiamo rivolgerci a qualche parente, o ad un amico…. ci sono anche i dog sitter a cui possiamo portare il cane, che si preoccuperà di portarlo fuori, dargli da mangiare etc. oppure anche veri e propri asili per cani, strutture apposite che sono in aumento nelle nostre città. Come vede anche chi ha uno stile di vita che lo porta a stare molte ore fuori da casa può prendere un cane, ma deve organizzarsi ed essere consapevole delle necessità del suo amico con la coda.»

È chiaro che tenere un cane è impegnativo e richiede alcuni sacrifici, ma ci sono anche molti benefici e vantaggi

«Sì certo. Innanzitutto, bisogna ricordarsi che il cane è un animale, un essere vivente e senziente; ha le proprie esigenze, le proprie abitudini. Tutti aspetti che non devono assolutamente essere trascurati. È un animale sociale, di relazione, di branco; quindi la relazione per lui è importantissima. Perciò, quando pensiamo al nostro cane e parliamo delle sue esigenze, non dobbiamo pensare soltanto al fatto che gli dobbiamo dare da mangiare tutti i giorni, che lo dobbiamo portare a fare i suoi bisogni tutti i giorni, o che, addirittura, basta mandarlo a sporcare in giardino (se abbiamo la fortuna di averlo). No. Dobbiamo tenere presente che il cane ha tante piccole esigenze, non soltanto “fisiologiche” ma anche di relazione. Un cane relegato soltanto in un giardino non può essere un cane felice.

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… E considera le sue proprie esigenze

Deve essere portato a spasso perché deve lasciare il proprio odore, sentire quello degli altri animali, deve socializzare con gli altri cani, vedere altre persone, vedere posti nuovi e questo vale a prescindere dalle dimensioni di cane, dal barboncino all’alano. Bisogna rispondere alle sue piccole grandi esigenze, ad esempio non bisogna pensare che avere un giardino grande come un campo da calcio sia sufficiente a rendere il cane felice, perché è vero che avrebbe tutto lo spazio per correre e giocare, ma sarebbe da solo. 

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Vorrei fare una precisazione anche per chi decide di far vivere il cane all’esterno dell’abitazione. Con i  dovuti accorgimenti ci può stare, ma ricordatevi che non deve mancare la relazione. Allo stesso modo anche il cane di piccola taglia non va “dimenticato”, perché vivono accanto a noi ma spesso vengono trattati come ‘soprammobili’. Ci sono cani che conducono la loro vita di fianco al proprietario ma sono praticamente isolati. Ricordiamoci che il cane ha bisogno di avere relazioni, costanti e importanti.»

Qual è a suo parere, il più grande vantaggio dell’avere un cane? Perché consiglierebbe a qualcuno che magari è indeciso di prendere il cane?

«Io ho tre figli e credo che per una famiglia avere un cane sia veramente un valore aggiunto per la loro crescita; perché accudire un cane aiuta i ragazzi ad avere rispetto, a non esagerare, a capire che ci sono dei limiti ad avere rispetto per il diverso. Il cane non è un mio pari, non è un mio compagno di scuola, il cane è un’altra realtà, è un altro essere vivente, è un animale del quale mi devo occupare e che so avere delle sue esigenze e dei suoi bisogni specifici. Questo davvero insegna tantissimo; e insegna anche il rispetto della diversità. Il cane non fa discriminazioni, il cane bianco va d’accordo col cane nero e con quello marrone.. litigano per motivi loro ma non c’è una discriminazione di genere o di razza o quant’altro. E questo è un insegnamento che mi piace sempre mettere in risalto anche quando vado a fare le attività nelle scuole. Il cane davvero ci insegna a non discriminare.»

Quali sono secondo lei le tre domande fondamentali che uno si deve fare?

«Tra le domande fondamentali da farsi, c’è senza dubbio questa: sei consapevole del fatto che il cane è un essere vivente e senziente e che avrà sempre bisogno di te? Sei disposto a rinunciare a qualcosa di mio per i miei animali domestici? A modificare il tuo stile di vita, ad esempio se prima eri solito fare delle vacanze esotiche, se prendi un cane dovrai tenerlo in considerazione. Puoi però programmare una vacanza dove possa venire anche lui o valutare di affidare il mio cane ad un dog sitter per il tempo in cui non ci sarai.

E ancora: sei consapevole che il cane è un animale che purtroppo non avrà una vita lunga, ma avrà una vita più breve di quella dell’uomo e ciò comporterà l’andare incontro alla sua vecchiaia, alle spese che possono derivarne e ai sacrifici che implicherà l’accudire un cane anziano?

Tutte queste sono domande che secondo me devono essere fatte prima di prendere un cane e a cui dobbiamo dare una risposta magari con l’ausilio, come ho detto all’inizio, di un educatore cinofilo. 

Un’altra domanda che è bene porsi è se il desiderio di avere un cane non sia solo la risposta ad un capriccio del momento, tuo, dei tuoi figli o di tua moglie. E soprattutto non deve essere un desiderio legato ad una moda; voglio quel cane perché è quello che vedo sempre nella pubblicità o in un film.»

Rispettare la legge quando si sta per prendere un pet: attenzione ai rischi

Si legge spesso di persone che sono state truffate o di cani che in realtà facevano parte di un traffico illecito

«L’educatore cinofilo, non solo può aiutarci a capire quale razza o tipologia di cane è più adatta per noi, ma può aiutarci ad evitare proprio di essere raggirati. Online possiamo incappare in siti truffa o addirittura trovarsi inconsapevolmente ad acquistare un cane che magari è frutto di traffici illeciti, proveniente per esempio da allevamenti intensivi dell’Est Europa (le cosiddette puppy factories). Un buon educatore cinofilo può aiutare a che a trovare un buon allevatore, sa che domande fare per capire se è una figura a cui si può dare fiducia etc. 

Ricordiamoci che i cani che arrivano da situazioni non del tutto chiare possono spesso avere problematiche sia a livello comportamentale che a livello di salute.

Lo stesso vale se desideriamo prendere un cane da un canile. 

Attenzione anche agli annunci su Facebook, che ci portano a fare delle adozioni a volte con troppa leggerezza. Perché vediamo la foto del cagnolino, con una storia magari molto commovente. Il rischio è quello di fare una scelta su base emozionale  e non su base razionale. Vedo i suoi occhietti e voglio salvare quel cane. Non è sbagliato! Ma ricordatevi che la decisione deve essere consapevole, perché quel dolcissimo cane poi entrerà a far parte della vostra vita e dipenderà da voi.»

A cura di Paolo Bosatra

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